May 30, 2009
quel poco che posso dire
se mi svegli t'ammazzo

May 16, 2009
a memoria (artaudmonamour)
polizia mi lascerà, polizia mi lascerà,
devo dire ambiente strada moderna non è teatrale, ci corre,
cercare mio ambiente, ambiente,
le intemperie, le intemperie,
teatro portatile,
in ogni caso non si prova per la strada,
in ogni caso mondo dove tutto basato su danaro e dove danaro o sua assenza impedisce tutto,
si deve poter significare che i materiali non hanno prezzo, legno, tela, cibo, attori,
che si possono ottenere senza danaro e che si può ripristinare il baratto, la cooperazione delle derrate.
Che occorre insomma?
Si può recitare su una piazza se è bel tempo, perché ci vuole spazio,
in un hangar, un'officina in disuso o un garage,
ma bisogna provare.
Sono pronto a mostrare che non mi serve danaro e che posso farne a meno,
mi si dia una casa per abitarci,
il cibo,
che ci sia gente che taglia e cuce i vestiti,
e una Società nella società,
uno Stato nello Stato.
May 5, 2009
gli spazi bianchi
May 4, 2009
May 2, 2009
May 1, 2009
cani e porci

April 30, 2009
centomilaottocentosette
t
a
r
d
u
s
t
my dream
mio sogno senza fine
che t’ho sognato sopito
di sonno e di notte
e che t’ho svegliato a presa e ripresa quando mi impiglio
nell’occhio attento
violento del vivere incerto.
Spiegato l’intento
controluce t’incontro
con STELLE cadenti
da un lato a quell’altro
(resa orizzontale, e d’ o r i z z o n t e)
e ti prendo
(prenderei)
la tua mano posata
la tua mano di rami e di foglie
girandomi intorno
perdendomi un giorno
poi un altro e l’altro a venire.
Che dire e ridire?
degli
affanni-pensieri
inverno-avvenire:
mi piace sentire nel farmi sapere
che è poi ricadere in trappole
vecchie lucidate di nuovo
e lascerei in vita
il coro di questa
tragedia
riscritta
ma mi hanno gelata
svanita
sconfitta.
Così resto tradotta e nell’intreccio
dei segni sembro a me decifrata
mi svolgo sgraziata e mi prendo a memoria
nel gioco che qui non si dice e chi sa
se si addice
se ti pare e ti piace.
Nel tempo interposto imparo a distanza il
p
r
o
f
i
l
o
del cuore
invento misure
e interi segmenti li passo a tornare:
dalla casa
a l l a c a s a
ti porto parole.
È un cruciverba infranto
(c
a
d
u
t
a
verticale, e d’incanto):
come il tuo specchio riflette girevoli soli chinati
come me che mi piango e i tuoi occhi stupiti
«poeta distratto, se l’amore è scontato contrattiamone il prezzo»
così in mezzo all’estate
qua e là per le strade
ancora
tenerti
tenerti pur sempre.
Anche stasera
che pendono STELLE dal tuo cielo bucato:
un luogo segreto
segreta città
questa
e ovunque tu voglia
io voglia.
*
E dimmi se non è meraviglia.
(à)
SENZA PUNTI
Solca i mari dei tuoi pensieri
restituisci schiuma alle onde
Riparati sotto una foglia forata
bacia il filo di luce che cola da essa
Addormentati sulla tua ombra
risvegliati fuori dal suo perimetro
e abbandonala quando è impotente
a mezzogiorno sotto il sole a perpendicolo
Ascolta il messaggio che tuona nei silenzi
trova le parole e traducile in un linguaggio incomprensibile
Mischia il tuo sangue con l’acqua delle fonti
spingili a zampillare uniti fuori dalle orbite terrestri
Fai roteare i lembi di una gonna Andalusa
al punto che si sfili dai tuoi lombi
e ti lasci nuda senza timore senza pudore
azzurra di sudore e rossa di spossatezza esaudita
tutto intorno a te un vortice di respiri caldi
Pensa che le lacrime non sono solo dolci o amare
ma in ogni caso costan salate
Fatti dei regali e confezionali con carte e nastri multicolori
aspetta ad aprirli
fin quando ti sarai scordata del loro contenuto
infine ricordati di conservare quelle carte e quei nastri
Cospargi il tuo corpo di creme dolci e profumi
affida al vento il compito leggero di disperderle
aromi che solletichino le narici di qualsiasi uomo
degno di te e sconosciuto
Conta sugli amici senza contarli
dimostra loro di essere all’altezza della fiducia che nutri in te
Svuota una clessidra della sabbia viscosa
riempila con fluidi veloci
e se ti stanchi di rivoltarla gettala in acque senza fondo
Mordi le spine delle rose
aiutale a sgambarsi su un sentiero di petali
Sognati mentre passeggi sul passato
presentati agli occhi dell’avvenire
con la consapevolezza di un frutto maturo
(elle)